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29 aprile 2006

Dr. Gianni Astarita

Dr. Gianni Astarita

Coincidenza


Oggi ho pensato al prof. Gianni Astarita, che ho avuto la fortuna di conoscere e per quelle due chiacchiere che ho potuto scambiare con lui ritengo meritasse ampiamente la (notevole) fama che lo precedeva.

Per quanto ne so, è uno dei fondatori della Termodinamica Razionale, che si differenzia dalla termodinamica classica per un approccio più rigoroso nella definizione dei principi fondamentali e nell'introduzione di equazioni costitutive per la descrizione dei fenomeni.

Amava gli enigmi e i giochi di logica e di matematica, e non si aveva mai l'impressione che facesse cadere quello che diceva dall'alto, anche se spiegava perché gli urti fra atomi in un gas devono necessariamente avere un coefficiente di restituzione pari a 1.

Diceva che esistono solo tre numeri: zero, uno e infinito.

Ho cercato invano una biografia su Internet (e dire che è pieno di inutilità, come questo blog), e il link sul titolo del post è tutto quello che ho trovato.

La coincidenza è che è scomparso esattamente nove anni fa, e non è escluso che il mio cervello (che avrebbe bisogno di un defrag, peccato che io sia solo un suo utente e non abbia diritti amministrativi) faccia dei collegamenti a mia insaputa (?).

Buona notte.

5 commenti:

Il Demiurgo ha detto...

Anche se mi maltrattò all'esame, convinto che avevo risposto troppo rapidamente ad una domanda per aver davvero capito, ho un ricordo estatico del gran prof. Astarita, e porto con me il ricordo di diversi suoi insegnamenti

Luigi Filippo von Mehlem ha detto...

Parlavo di lui questa sera con mio fratello Franceso von Mehlem . ora a berna , ricordando i primi anni '50 allorchè frequentavamo il biennio comune allora a Ingegneria Chimica e Chimica Industriale e degli stretti legami di amicizia con Gianni Astarita ed Enrico Malquori. Già allora ed ancor più quando era ancora assistente spiccava per il suo incontenibile genio. Era l'epoca del Prof. Renato Caccioppoli , Francesco Giordani ed gli ultimi della indimenticabile Bakunin. Noi allora giovani , con Giancarlo Cosenza ,ci riunivamo spesso dopo le lezioni a discutere di teorie. Nei primi anni 60' ci incontrammo al CNEN , Comitato per l'Energia Nucleare con il Prof. Felice Ippolito , già nostro Docente , che ne aveva immensa stima. Purtroppo l'Italia Nucleare finì poco dopo e tutti i programmi rimasero inattuati.Peccato che sia rimasto , forse volutamente nell'ombra , in quanto certamente ha rappresentatouno dei migliori cervelli del XXmo secolo. E' stato veramente un piacere leggere che qualcuno lo ricorda ancora con affetto.

Anonimo ha detto...

Io sono stato uno dei suoi ultimi allievi. Il prof. Astarita ci ha lasciato due anni dopo che ebbi la fortuna di seguire il suo corso di "Principi ingegneria chimica" e di fare l'esame con lui. Non lo dimenticherò mai! Di lui ancora oggi ammiro la genialità, la creatività, la capacità di spiegare concetti complessi in parole semplici e in un modo suo affascinate, usando esempi e aneddoti che si stampavano nella mente e che ancora oggi io ricordo. Così come i suoi esami fatti di domande ed esercizi basati su problemi pratici della vita o su storie da lui inventate, talvota quasi piccole favole. Sembravano le domande del piccolo genietto su cui era un piacere riflettere, cimentarsi e rispondere. A volte riusciva a farti sentire tutto l'ingegno e la prodondità di concetti che si nascondono dietro una equazione metematica, come se essa fosse alla stessa stregua di un'opera d'arte. Ma lo ricordo anche per la passione con cui trattava l'ingegneria chimica e per la simpatia che aveva per i suoi studenti. Noi eravamo assolutamente ignoranti di fronte a lui, ma il prof. non ci trattava e ci faceva sentire come tali. Ci trattava come un ''maestro'' verso i suoi giovani allievi. Grazie Professore, dovunque lei sia adesso! Grazie a nome mio e di tutti i suoi studenti.

Giacomo Balestrieri

NEMODAKKAR ha detto...

ritengo che la figura del prof. Gianni Astarita andrebbe omaggiata con un testo che raccolga le sue lezioni tenute all'università di Napoli, una sorta di compedio degli appunti dei sui studenti (quelli che avevano una grafia diversa dalla mia e li hanno adeguatamente conservati)
Uno dei maggiori conoscitori delle sue opere e della sua biografia è il Prof. Bruno de Cindio

Carlo ha detto...

Ho avuto la fortuna di frequentare il corso di Principi di INgegneria Chimica all'Universita' di Napoli negli anni '75. Ero affascinato dalla sua figura, la sua fama, la sua grande cultura scientifica ed era per me il massimo modello professionale. Lo ricordo sempre con grande ammirazione!